Quali sono i meriti del raggiungimento della Buddità?
Tutti! Oggi abbiamo parlato della coltivazione attraverso tre grandi asamkhya kalpa, ricordando che una persona ha raggiunto la Buddità. Ma quali sono i meriti del Buddha? Riflettete: quando una persona pratica la generosità, in una vita...
Tutti! Oggi abbiamo parlato della coltivazione attraverso tre grandi asamkhya kalpa, ricordando che una persona ha raggiunto la Buddità. Ma quali sono i meriti del Buddha? Riflettete: quando una persona pratica la generosità, in una vita futura rinasce nei cieli: questo è il suo merito, la sua ricompensa karmica. E quali sono invece i meriti del raggiungimento della Buddità? Finora la nostra idea dei meriti di un Buddha è stata parziale. Guardate come gli Āgama Sūtra spiegano i meriti del Buddha: il Buddha Shakyamuni ha percorso il suo cammino attraverso otto grandi eventi: dopo la nascita, ha preso consapevolezza dell’impermanenza del mondo ed è uscito dalla vita laica; dopo la rinuncia, ha iniziato con la pratica di discipline ascetiche; ha praticato gli assorbimenti meditativi delle vie eterodosse; infine, di notte, fissando lo sguardo sulla stella del mattino, ha ottenuto il risveglio; dopo il risveglio, ha insegnato il Dharma per quarantanove anni, per poi entrare nel nirvana. È così che gli Āgama Sūtra spiegano i meriti del Buddha.
Ma questi non sono che una piccola parte dei meriti completi del Buddha. Rifletteteci, tutti: la causa è immensa, ma il risultato appare limitato. Voi coltivate per tre grandi asamkhya kalpa, eppure il periodo in cui ha manifestato la Buddità è di soli quarantanove anni. Per non parlare dei sacri sentieri dei tre veicoli: anche i semplici atti di generosità che portano alla rinascita nei cieli danno frutti che si protraggono per molti kalpa. Come può essere che, dopo aver coltivato per tre grandi asamkhya kalpa, il frutto karmico del suo risveglio si riduca a soli quarantanove anni, prima di entrare nel grande parinirvana? Quello non è che il nirmanakāya del Buddha, il suo corpo di manifestazione: come una bolla sull’oceano.
Il vero raggiungimento della Buddità risiede nei meriti del dharmakāya, il Corpo del Dharma. E dove si trovano questi meriti del Corpo del Dharma? Pervadono ogni luogo! Riflettete: ogni fenomeno che percepite — forma, suono, odore, gusto, tatto e oggetti mentali — ciascuno di essi è di per sé un merito del Buddha. Per dirla in modo semplice, i meriti del Buddha sono i frutti meravigliosi di tutti gli ambienti e tutti gli esseri dei dieci regni del Dharma. Ma come può un Buddha sostenere il frutto del regno animale? Un Buddha può manifestare il frutto del regno animale per liberare gli esseri senzienti che vi dimorano. Ovviamente, la sua manifestazione come animale differisce dalla nostra: noi siamo guidati dal karma e non abbiamo libertà. Il Buddha, invece, può manifestarsi liberamente attraverso innumerevoli mezzi e possiede la maestria sovrana.
Per questo, quando il Sutra del Loto espone i meriti del Corpo del Dharma, ricorre a quattro esempi per illustrarli — grande compassione, grande saggezza, grande condotta e grandi voti. Primo, la grande compassione. I meriti del Corpo del Dharma sono onnipresenti, ma poiché gli esseri senzienti hanno formulato voti differenti durante il piano causale, questi meriti si manifestano in modi diversi. Per esempio, i meriti del Corpo del Dharma del Bodhisattva Avalokiteshvara si esprimono attraverso la grande compassione, rispondendo ai gridi degli esseri sofferenti, come descritto nel capitolo Portale Universale del Bodhisattva Avalokiteshvara. Secondo, la grande saggezza. Vi è poi il Bodhisattva Suono Meraviglioso. Il Sutra del Loto descrive il samādhi e i poteri spirituali del Bodhisattva Suono Meraviglioso, i suoi vari mezzi abili, illustrando la saggezza e la maestria del Buddha. Terzo, i grandi voti: il capitolo Esortazioni del Bodhisattva Samantabhadra descrive i voti e le pratiche vastissime del Bodhisattva Samantabhadra che si estendono per tempo e spazio illimitati. Quarto, la grande condotta: il capitolo Azioni passate del Bodhisattva Re della Medicina descrive varie pratiche ascetiche, tra cui bruciare il proprio corpo come offerta al Buddha.
I meriti del Corpo del Dharma sono sovrani e liberi. In questa libertà, la contemplazione della talità non è separata dalla legge del sorgere dipendente. Poiché un Buddha ha formulato voti differenti durante il piano causale, i meriti del Corpo del Dharma si manifesteranno con una caratteristica specifica in una determinata sfera: a volte come grande saggezza, a volte come grande compassione, a volte come grandi voti, a volte come grande condotta. In sintesi, «Il Buddha è il re dei dharma, sovrano tra i dharma»: può manifestarsi in qualsiasi forma adatta alla classe di esseri. Questo è il merito del Buddha: è ovunque.
Per questo, in conclusione, l’intero Sutra del Loto si articola su due aspetti: primo, cos’è la saggezza del Buddha; secondo, quali sono i meriti del Buddha. Tratta questi due temi: il primo è la causa del Veicolo Unico del Buddha, il secondo ne è il frutto.