Non appena l'ottava coscienza di coloro che recitano il nome del Buddha abbandona il corpo, essi giungono immediatamente alla tenda di loto
Innanzitutto, vediamo perché noi esseri ordinari separiamo artificialmente ciò che è per sua natura indiviso tra i due regni [il mondo impuro di Saha, regno del samsara, e la Terra Pura della Beatitudine Ultima]. Qual è la radice di ques...
Innanzitutto, vediamo perché noi esseri ordinari separiamo artificialmente ciò che è per sua natura indiviso tra i due regni [il mondo impuro di Saha, regno del samsara, e la Terra Pura della Beatitudine Ultima]. Qual è la radice di questa divisione che noi stessi creiamo?
Noi esseri senzienti abbiamo conosciuto rinascite da tempi immemorabili, con nascite che si susseguono eone dopo eone fino a risalire a un inizio senza inizio, in un passato lontanissimo; più da vicino, questo si riferisce alla nascita che dà inizio al nostro attuale ciclo di nascita e morte. All'interno di questo ciclo di rinascite, assumiamo un corpo di retribuzione karmica, composto dei cinque aggregati.
Questi cinque aggregati sono forma, sensazione, percezione, formazioni mentali e coscienza: gli elementi costitutivi del nostro corpo e della nostra mente. Il termine cinese yin (阴, spesso tradotto come «aggregato») ha due accezioni principali: coprire e accumulare. I cinque aggregati raccolgono e trattengono i pensieri illusori, e non sono altro che la massa accumulatesi di queste illusioni.
In generale, l’aggregato della forma – il nostro corpo fisico – è detto «illusione solida»: questa illusione ha assunto una forma fissa, tangibile, che sembra solidissima e immutabile. L’aggregato della sensazione è chiamato «illusione luminosa illusoria». L’aggregato della percezione è legato alla coscienza isolata, ed è detto «illusione interpenetrante». L’aggregato delle formazioni mentali è estremamente sottile e nascosto; gli esseri ordinari sono quasi del tutto all’oscuro della sua esistenza, come un fiume dalla corrente veloce che da lontano sembra perfettamente calmo: questa è chiamata «illusione oscuramente nascosta». L’aggregato della coscienza è un pensiero sottile e raffinato, che è il rovescio della vera natura della realtà.
Tutti noi siamo avvinti dalle illusioni di questi cinque aggregati, che coprono la nostra vera mente, luminosa e meravigliosa. Questa vera mente è originariamente intera e senza ostacoli, ma i cinque aggregati la dividono e la confinano: dividere vuol dire scinderla in parti, e confinare significa isolarla, limitandone la portata.
Per noi esseri ordinari, l’aggregato della forma è la prima barriera che non riusciamo a superare. Ci aggrappiamo al corpo come al nostro vero sé, convinti che sia del tutto reale. Chi non ama il proprio corpo, al mondo? Pochi sanno che questo corpo è un prodotto dell’illusione solida, che sorge e si dissolve nello stesso istante, proprio lì dove si trova. Quando questa vera natura è divisa e bloccata, non possiamo allinearci alla fonte fondamentale della nostra natura mentale.
Le cinque facoltà sensoriali fisiche – occhio, orecchio, naso, lingua e corpo – sono tutte bloccate e offuscate dall’aggregato della forma. Per natura, le sei facoltà sensoriali (compresa la mente) possono funzionare in modo intercambiabile: quando sono purificate, operano in perfetta sintonia. Ma una volta che l’aggregato della forma ci divide e ci confina, i nostri occhi possono vedere solo le forme, le nostre orecchie possono sentire solo i suoni; non possiamo vedere luoghi distanti, né udire suoni provenienti da regni lontani.
Come insegna il capitolo Meriti degli Insegnanti del Dharma del Sutra del Loto: coloro che leggono e recitano il Sutra del Loto, servendosi degli occhi di carne e delle orecchie di carne generati dai loro genitori attuali, possono vedere ben oltre i limiti della vista ordinaria, e udire i suoni degli esseri celesti che dimorano nei regni celesti, persino le grida degli esseri che soffrono nei regni infernali.
Ma gli esseri senzienti ordinari non realizzano questa funzione delle sei facoltà pure. Confinati dai cinque aggregati, la loro vera natura non può allinearsi alla fonte fondamentale della natura mentale. Come abbiamo detto in precedenza, la natura intrinseca ha tre dimensioni: la sua essenza, la sua portata e il suo pieno potenziale intrinseco. I cinque aggregati degli esseri ordinari nei sei regni confinano la loro vera natura del Dharma, impedendo loro di allinearsi alla fonte della portata intrinseca.
Per i praticanti dei Due Veicoli (arhat e pratyekabuddha), i cinque aggregati limitano la loro natura di verità convenzionale, impedendo loro di riconnettersi alla fonte del potenziale intrinseco. Per i bodhisattva, i cinque aggregati limitano la loro natura di verità della Via di Mezzo, impedendo loro di riconnettersi alla fonte dell'essenza intrinseca. Queste barriere differiscono in profondità, ampiezza e portata.
Una volta chiarito questo, passiamo ai praticanti della recitazione del nome del Buddha. Essi dedicano l'intero corso della loro vita, nel corpo di retribuzione karmica attuale, a una pratica supremamente propizia: recitare il nome del Buddha. Questa recitazione è una condizione causale straordinaria, e la rinascita nella Terra Pura ne è il frutto. Quando questa condizione causale pura giunge a maturazione, arriva il momento in cui sono pronti ad abbandonare gli aggregati attuali per passare a quelli della rinascita.
Il termine «aggregato» si riferisce qui a quattro fasi distinte. Primo, gli aggregati attuali: i cinque aggregati e il corpo di retribuzione karmica che portiamo con noi mentre siamo ancora in vita in questa esistenza. Secondo, gli aggregati della morte: il momento in cui, al termine della vita, la coscienza sta per abbandonare il corpo. Terzo, gli aggregati intermedi: il periodo transitorio che intercorre tra l'abbandono del corpo da parte della coscienza e il suo ingresso in un nuovo regno di rinascita. Quarto, gli aggregati di nascita: il momento in cui si fa ingresso in una nuova rinascita. Questi quattro sono detti anche «quattro esistenze».
I praticanti della recitazione del nome del Buddha abbandonano gli aggregati attuali nel momento della morte, passando direttamente a quelli della rinascita: non attraversano affatto lo stato intermedio. Le scritture buddhiste insegnano che la maggior parte degli esseri senzienti nel ciclo delle rinascite percorre invece questo stato intermedio, all'origine del periodo di lutto di 49 giorni che si osserva dopo la morte. Solo coloro che sono estremamente virtuosi o estremamente malvagi lo saltano del tutto, rinascendo direttamente.
Coloro che recitano il nome del Buddha con fede e aspirazione sono i più virtuosi in assoluto: per questo abbandonano gli aggregati attuali nel momento della morte, passando direttamente a quelli della rinascita e saltando del tutto lo stato intermedio. In quello stesso istante, il fiore di loto nella Terra Pura Occidentale in cui rinascerai appare all'improvviso davanti a te. Questo significa che «la rinascita è decisamente garantita»: la risonanza tra il potere del voto del Buddha e la tua mente di fede è pienamente attivata. La mente di fede che ha accolto la tua recitazione quotidiana con fede e aspirazione fa sì che il regno della Terra Pura si manifesti all'improvviso davanti a te nel momento della morte. Questa è la sfera della mente sola.
Questa sfera della mente sola non presenta alcun segno di venire, andare o separazione tra sé e gli altri, a dimostrazione che «tu non vai veramente da nessuna parte». In questa sfera, sia il mondo contaminato del Saha sia la Terra Pura Occidentale dell'Ultima Beatitudine esistono interamente nel tuo singolo pensiero attuale, che è la tua stessa natura mentale: non si trovano al di fuori di questa consapevolezza immediata. La mente è terra, la terra è mente.
Questa luminosa e meravigliosa natura originaria non conosce distanze spaziali: per questo la rinascita nella Terra Pura viene descritta come istantanea, «entro un singolo pensiero» o «nel tempo che serve a distendere o piegare un braccio»: in altre parole, avviene proprio qui e ora. Questa corrispondenza è detta «il sigillo si rompe non appena il testo è ultimato», o anche «il testo è ultimato non appena il sigillo si rompe».
Non appena l'ottava coscienza abbandona il corpo, giungi immediatamente sulla tenda di loto: il testo è ultimato mentre il sigillo si rompe, e ottieni la rinascita senza indugio.